Non so se a tutti capita la stessa cosa che capita a me: essere travolti dai fatti, nel momento in cui accadono, per comprenderne poi l’importanza quando tutto è passato. È quello che mi è successo durante e dopo l’Italian tour di Mike Iaconelli, organizzato da Molix.

All’alba del 3 ottobre, non avevo idea di quanto forte sarebbe stata l’esperienza che avrei vissuto di lì a poco. La location scelta – Villa Medicea di Artimino – già evocava qualcosa di grande e, davvero grande, è stato il seminario di “Ike”. Lui è professionale, ma carico di energia positiva e per certi versi illuminante nel dispensare le sue conoscenze, annullando, con innata semplicità e simpatia, qualunque distanza verso chi lo ascolta, con gli occhi sbarrati. Nei giorni successivi l’ho visto passeggiare nelle stanze e nei corridoi di Casa Molix, scambiare opinioni, discutere di progetti futuri e prodigarsi in gags al limite della follia. Ho avuto l’immenso onore di vederlo pescare dalla barca! Ho visto un vero professionista all’opera, approcciare gli spot, lanciare esche là, dove quasi non sembra possibile, muovendosi in assoluta scioltezza. Ho sentito le ferrate! Si, sentito. Tanta era la forza con la quale serrava l’esca dopo aver avvertito la mangiata. Non avevo mai sentito le canne schioccare in ferrata. L’ho visto “lavorare” sul casting deck della mia piccola barchetta: lì, proprio lì, dove trascorro le mie giornate più liete, “Ike” appoggiato sul mio stand up, sdraiato sulla mia moquette per salpare un Big.

Giorni intensi e ricchi di emozioni, che però ho iniziato ad assaporare qualche giorno dopo, quando tutto era finito.
Riguardando le foto scattate durante tutto questo “viaggio” ho concretizzato l’accaduto. Ora mi fa “effetto” vedere IKE, nelle mie foto, che passeggia nei corridoi di Casa Molix, negli stessi luoghi dove io stesso condivido, con gli altri collaboratori la passione di realizzare sogni; poi ai bordi della Testing Tank, dove solitamente armeggiano quelli che si occupano dello sviluppo dei prodotti. Sono queste le immagini che ora mi fanno comprendere che c’era “Ike”, c’ero io e ho fatto anche qualcosa per lui! È incredibile, ma è vero!
Silvano D’Angelo


